Trascorse delle vacanze decenti?
Io le ho passate come al solito: organizzando partite a tombola con gli anziani della casa di cura, preparando sciroppo d’acero per bambini affetti da disturbi nervosi e scopandomi fotomodelle bisex strafatte di coca. Ci ho fatto sesso talmente estremo che il giorno dopo mi ha bussato alla porta un tizio dicendomi che era il Fantasma del Natale Passato.
Rientro a casa dei miei dopo la consueta ronda serale alla ricerca di falangi provenienti dalle mani di ragazzini con velleità dinamitarde che possano arricchire la mia nutrita collezione e sorprendo la mia ragazza a letto con mio padre. Inutile precisare che la cosa mi ha parecchio contrariato. Voglio dire, mi era già piaciuta poco l’idea che lei entrasse di fatto nella mia famiglia; accettare adesso che la mia famiglia entri di fatto in lei mi sembra a dir poco fuori luogo.
Non che non mi avesse già tradito in passato, figuriamoci; ma – santocielo – stavolta con mio padre! Come poteva credere che mi lasciasse indifferente il pensiero che avesse fatto sesso sia con me che con lei?
Ad ogni modo, per farsi perdonare mi ha fatto trovare sotto l’albero un orologio da novecento euro. È subacqueo, ha l’altimetro, un rilevatore della frequenza cardiaca, un tachimetro, la bussola, un contapassi, la torcia, un convertitore per le calorie ed un sacco di altre funzioni sorprendenti, per essere un pendolo da parete.
Un regalo gradito che mi ha reso pressoché sopportabile il cenone natalizio, come ogni anno accompagnato da un’impalpabile tensione nell’attesa di scoprire con cosa – o con chi – avrà riempito il tacchino mia madre. Sul serio, riesce ad infilarci dentro sostanze talmente improbabili che il più delle volte il tacchino la implora di ucciderlo.
Un’operazione nella quale ha tuttavia consolidato una perizia sorprendente: quest’anno per esempio il ripieno non era granché, ma in compenso al tacchino ha impiantato quattro by-pass coronarici. Lo scorso anno è riuscita a piazzarci dentro un’impalcatura in fil di ferro in modo da fargli assumere la posa del Discobolo di Mirone. Una creazione per plasticità e tensione muscolare talmente mirabile che adesso siamo in causa con Cattelan.
Due anni fa lo ha riempito con i miei effetti personali e viscere di iguana, e l’anno prima con la mia fastidiosa autoreferenzialità.
Episodi che dopotutto non avrebbero inciso in maniera determinante sull’andamento delle mie vacanze natalizie, se solo non fosse morto mio nonno.
Esatto, un’altra volta.
Si stava arrampicando sul mio balcone travestito da Babbo Natale quando per lo sforzo ha avuto un collasso cardiocircolatorio e a causa del rigor mortis è rimasto avvinghiato alle inferriate come una lumaca ad un gambo di sedano. Inutile precisare che la cosa mi ha parecchio contrariato. Voglio dire, mi era già piaciuta poco l’idea che la mia famiglia entrasse di fatto nella mia ragazza; accettare adesso che i razzi lanciati da ragazzini monchi con velleità dinamitarde entrassero di fatto sul per il culo della salma di mio nonno appesa come un’installazione di Cattelan mi sembrava a dir poco eccessivo.
In compenso abbiamo vinto il premio della parrocchia per la migliore decorazione natalizia da esterni.
Ma per staccarlo via, a causa del troppo freddo, ci è servito un raschietto per il ghiaccio.
Già, perché di certo non si può dire che stiamo trascorrendo un inverno mite: nel giro di una notte il livello di pioggia caduta ha raggiunto i sedici centimetri. E non era neanche in erezione.
Sul serio, ha piovuto così tanto che il discorso di fine anno a reti unificate l’ha fatto una grondaia. Che se ci pensate bene sarebbe comunque un passo avanti nell’evoluzione democratica nel nostro Paese, visto che l’assenza di braccia le impedirebbe di sottoscrivere un lodo incostituzionale sull’immunità del premier.
A Roma si teme la piena del Tevere, tuttavia Alemanno avverte: "Il vero problema non è il fiume, ma le fogne". Che come epiteto per i rom mi sembra un po' eccessivo.
Quello che è certo è che nell’ultimo mese pare che in Italia stiano trasmettendo una puntata pilota dell’Apocalisse: temperature artiche, pioggia incessante, vie di trasporto bloccate, paesi alluvionati e incidenti mortali. L’altra sera per esempio ero andato ad assistere al concerto natalizio dei bambini dell’orfanotrofio e mi sono bagnato tutto. E come se non bastasse si è messo a piovere.
Inutile precisare che la cosa mi ha parecchio contrariato. Voglio dire, mi era già piaciuta poco l’idea che la salma di mio nonno fosse entrata di fatto nel blasonato mondo dell’arte contemporanea con velleità concettualistico-dinamitarde ad opera di falangi armate provenienti dalle mani di ragazzini dell’orfanotrofio; accettare adesso che la mia ragazza entri di fatto nella mia famiglia mi sembra decisamente fuori discussione.