Caro professor Hofmann,
ho acquistato un libreria Billy da Ikea; le dimensioni della parete del mio salotto sono 95,056288864344946262790907168185 oscillazioni di cesio di larghezza per 81,257795319520679869805130321181 oscillazioni di cesio di altezza. Crede che l'universo ne risentirà? (Boris, dal suo blog)
Mi sento di poterla rassicurare: se il nostro Universo è uscito indenne da tempeste elettromagnetiche, da severe modificazioni gravitazionali e da ben due – e sottolineo due – trasposizioni cinematografiche di romanzi di Alessandro Baricco, l’acquisto di una libreria da Ikea non potrà certo dar vita a conseguenze drammatiche sulle dinamiche intergalattiche. Mi piacerebbe poter dire lo stesso per l’estetica del suo salotto.
Approfitto tuttavia della sua lettera per dispensarle qualche discutibile consiglio volto ad ovviare i sempre più frequenti problemi derivanti da erronee valutazioni sulle misure di mobilia svedese con il sistema del Cesio; inconvenienti riconducibili per sommi capi a due ordini di motivi:
· I commessi di Ikea non posseggono rudimenti di fisica molecolare sufficienti a fornir loro un seppur minimo ragguaglio su che cosa cazzo sia il Cesio, per quanto esso costituisca il componente base dei wurstel a 70 centesimi. E delle candele Tindra (€ 1,99).
· Anche a voler convertire i propri parametri di misurazione nel più ortodosso sistema metrico decimale, la ridotta estensione dei metri forniti da Ikea rende sostanzialmente vano ogni tentativo di stima sulla grandezza di qualunque oggetto delle dimensioni superiori a quei tavolini per nani di consistenza e colorazioni decisamente opinabili (€ 9,90). Sapete bene di cosa sto parlando.
Senza contare che quei metri di carta non sono buoni neanche per farci i filtri.
Ed è proprio mentre mi trovavo in fila alla cassa per pagare la mia consueta dozzina di scopettini del cesso di cui vado ghiotto (Viren, € 0,99) dietro ad un drappello di nani di consistenza e colorazioni decisamente opinabili che ho avuto modo di individuare una valida risoluzione al suo problema nel metodo di misurazione indiretta di Eratostene da Siene, matematico del 300 a.C. (ma solo per dicembre alla sensazionale data di 249,99 a.C.) ed autore del controverso trattato “Condoni edilizi per quadrati abusivamente costruiti sull’ipotenusa”.
Eratostene notò che a Siene (l’odierna Assuan d’Egitto), in un momento preciso dell'anno il sole illuminava il fondo dei pozzi. Questo evento si ripeteva ogni anno a mezzogiorno del solstizio d'estate e dipendeva tanto dal fatto che i raggi del sole cadevano verticalmente, quanto dalla constatazione che a quell’ora Eratostene non avesse un cazzo di meglio da fare che spiare i pozzi.
Nello stesso preciso istante, il matematico ebbe modo di verificare che ad Alessandria (l’odierna Rita Dalla Chiesa) un bastoncino piantato ortogonalmente a terra proiettava un’ombra dovuta ai raggi del Sole che formavano un angolo di 7,2° con la verticale. Eratostene assunse, correttamente, che la distanza del Sole dalla Terra fosse molto grande e che quindi i suoi raggi fossero praticamente paralleli quando raggiungono la superficie terrestre, deducendo così che quel bastoncino non fosse buono neanche per farci i filtri e che la Terra avesse forma sferica. (Vorrei sottolineare che siamo nel 300 a.C., ovvero in un’epoca storia in cui diverse regioni dell’Africa nord-orientale non godevano di una soddisfacente diffusione della banda larga che permettesse la fluida consultazione di Google Earth).
Indicando con o la lunghezza dell’ombra, b la lunghezza del bastoncino e α l’angolo compreso tra i raggi del Sole ed il bastoncino stesso, Eratostene riuscì dunque a ricavare le dimensioni di quest’ultimo attraverso la misurazione della sua ombra, grazie alla formula trigonometrica
b = o cotg α
come si può chiaramente evincere dall’immagine riportata a fianco, raffigurante il suggestivo scorcio di un suq di Alessandria d’Egitto al tramonto, scattato qualche mese prima del suo drammatico divorzio con Fabrizio Frizzi (€ 4,99).
È verosimile che i lettori più accorti si stiano chiedendo per quale motivo uno dovrebbe misurare l’ombra e cimentarsi in arditi calcoli trigonometrici quando basterebbe misurare direttamente il bastoncino.
Per quanto una piena comprensione della risposta richieda una solida conoscenza dei più basilari processi deduttivi della geometria euclidea, proverò a riassumerla in modo da renderla di appannaggio anche di un commesso di Ikea: Eratostene era un coglione.
Nella foto il professor Hofmann ci mostra orgoglioso una molecola di LSD (l’odierna Grundtal, da lunedì a giovedì a soli € 9,99. Ok, la pianto.)
Hai un quesito da porre al professor Hofmann? Dopo questo post, dubito.