Caro professor Hofmann,
perché quando si piega uno spaghetto (ma vale anche per qualunque pasta lunga, fettuccina, bucatino etc.) questo si spezza sempre in più punti e mai in uno solo? (Venanzio, Roma)
L’annosa questione dello spaghetto plurispezzantesi è tutt’oggi oggetto di fervidi dibattiti che non permettono di profilare l’ipotesi di una risposta concorde e definitiva nel breve periodo. Con il comprensibile sconcerto che la notizia sembra aver infuso nell’intera comunità scientifica.
Principali protagonisti della diatriba sono: da un lato un gruppo di fisici molecolari dell’MIT (Massachusetts Institute of Technology), secondo i quali gli scarsi progressi compiuti in materia sono per lo più imputabili ad una fallace identificazione dei parametri di studio, che – anziché valutare i legami intercorrenti tra le singole unità polisaccaridiche – dovrebbero concentrarsi su una più organica analisi delle forze in gioco, di modo da descrivere le loro ripercussioni a livello macromolecolare; dall’altro lato troviamo invece alcuni tra i più illustri esponenti del MIT (Massaggiatrici Interinali di Teramo), concordi nell’attribuire gli scarsi progressi compiuti in materia ad una fallace identificazione dei parametri di studio, che – anziché descrivere le ripercussioni delle forze in gioco a livello macromolecolare – dovrebbero concentrarsi su qualcos’altro dal momento che in realtà di come si spezza uno spaghetto non gliene fotte un cazzo di niente a nessuno.
Inutile specificare per quale delle due tesi propendo.
E se aveste avuto modo di raggiungere un orgasmo con il semplice ausilio di mani esperte e di un flacone di Johnson’s Baby Olio, sareste anche voi dello stesso avviso. Sebbene tirarlo fuori non sia stata un’impresa agevole.
Il guaio è che la Ryanair non tratta voli per il Massachusetts.
Destano invece maggiore interesse le polemiche sollevate da un gruppo di ricercatori scientifici di fama internazionale a pochi giorni dal collaudo di Large Hadron Collider, l’enorme acceleratore di particelle progettato dagli studiosi del Cern di Ginevra. I contestatori sostengono infatti che, una volta attivato, LHC potrebbe generare un buco nero in grado di risucchiare la terra come lo scarico di una vasca da bagno. Nel tentativo di tranquillizzare l’opinione pubblica, gli studiosi del Cern presenteranno domani alla stampa una dettagliata relazione su tutte le misure di sicurezza che verranno adottate per scongiurare incidenti. Pare che il piano A consista in un’enorme pallozza di peli pubici giganti.
La terra risucchiata da un buco nero? A saperlo prima non passavo l’antiruggine agli infissi.
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Gioco del weekend
Dunque, il gioco della scorsa settimana consisteva nello scrivere domande che avessero come risposta “Quattro senza”. Il premio va a Inconfutabile con
caro qualcosa, approfitto del gioco del week-end per chiederti la lunghezza del tuo pene in centimetri specificando se nella misura consideri anche le palle.
La motivazione della mia scelta è che mi affascina l’idea che qualcuno faccia stime sulle dimensioni del mio pacco.
E mi intriga ancora di più constatare che ha azzeccato.
Sto scherzando, ho un pene enorme. Così enorme che l’altro ieri la Russia ne ha proclamato l’indipendenza.
Dico davvero, il mio pene è così grande che nella sua casella di posta riceve mail di prodotti per aumentare le mie dimensioni.
Inoltre il mio pene è il piano B.
Nella foto: il professor Hofmann ci mostra orgoglioso una pallozza di peli pubici di dimensioni irrisorie.
Hai un quesito da porre al professor Hofmann? Fanculo e votami.