Credo che quest’estate andrò in Brasile. Mi dedicherò al turismo sessuale, sperimenterò gli effetti delle droghe sintetiche che ancora non conosco, schernirò usi e costumi della popolazione autoctona e scommetterò su incontri clandestini tra galli da combattimento. Ma troverò anche il tempo per divertirmi.
Mi auguro che anche voi abbiate l’occasione di fare un viaggetto. Andate ovunque, anche solo per un giorno, ma – per l’amor del cielo – lasciate a casa la telecamerina compatta che avete preso da Trony. Siete in giro per divertirvi, non per collezionare ore di riprese basculanti di marciapiedi. Dovreste usarla solo per girare filmati hard con la vostra ragazza e poi riguardarli in modo da trarne perverso eccitamento. O per lo meno è quello che farei io, se la vostra ragazza fosse d’accordo.
Sul serio, gente, viaggiare fa bene. Avete presente il tizio che ha detto che “partire è un po’ morire”? Stroncato da un tumore al colon.
Se siete giovani e avete voglia di andare all’estero spendendo poco, vi consiglio un inter-rail. L’inter-rail non è altro che una psicosi collettiva che induce orde di ragazzini a scorrazzare per mezz’Europa a bordo di un mezzo su rotaia paragonabile per comodità e condizioni igieniche ai treni di deportazione per Auschwitz, ma con finalità più deprecabili dell’epurazione razziale. Le tappe predilette sono l’Olanda e il Belgio.
L’Olanda sarebbe una nazione carina, se non fosse per la prostituzione dilagante, la dissolutezza dei costumi e la liberalizzazione delle droghe che la rendono una nazione strepitosa.
Il Belgio invece è il paese ideale se volete fare un tuffo nella cultura mitteleuropea dell’Art Nouveau e siete pedofili.
Per chi rimane in Italia, dicono che quest'estate faccia tendenza andare a San Giovanni Rotondo. Quindi se vi piacciono i luoghi affollati ve la consiglio: rischiate di incontrare persone che credevate morte.
Questo blog va in vacanza, gente.
So che vi mancherò terribilmente. Ma so anche che sopravviverete. Riempirete uno scatolone con foto, peluche e scontrini che vi parlano di me, passerete qualche settimana immobili sul letto a fissare il soffitto, vi imporrete di dimenticarmi e tra qualche mese vi rimarrà soltanto il rimorso per avermi dato il vostro corpo. A quel punto vi sentirete terribilmente sporchi e ok, la pianto.
È probabile che ci rivedremo tra qualche tempo. Se la cosa dovesse interessarvi, potreste iscrivervi al feed o lasciarmi il vostro indirizzo di posta elettronica a qualcosadelgenere@gmail.com, di modo che io possa avvertirvi via mail e contemporaneamente rivendere i vostri dati sensibili ad aziende interessate a proporvi efficacissimi metodi per aumentare di qualche centimetro la lunghezza del vostro pene, diventando scandalosamente ricco.
(io, non il vostro pene.)
Un po’ di gente mi ha chiesto di scegliere alcuni pezzi vecchi scritti nei primi tempi (quando a leggermi erano in dieci) e ripubblicarli adesso (che a leggermi sono molti di meno). Una richiesta talmente carina e affettuosa che non so neanch’io dove abbia trovato la forza di ignorarla con disprezzo. In compenso, potete reperire un po’ di pezzi vecchi cliccando qui, ma fossi in voi leggerei l’intero blog da capo a fondo, per carpirne passaggi salienti da mandare a memoria in modo da trarne perverso eccitamento. O almeno è quello che farei io, se la vostra ragazza fosse d’accordo.
Qualche riga per ringraziare tutti quelli passati da queste parti in questi sei mesi: i blogger dei quali contraccambio la stima, le persone a me vicine che col blog non c’entrano niente e le gloriose truppe di utenti anonimi, fiore all’occhiello di questo posto, avventori occasionali senza i quali sarebbe venuta meno quella fascinosa atmosfera da stazione di cambio cavalli di cui questo blog va comprensibilmente orgoglioso.
Vi lascio con una massima balneare che potrete sciorinare nel tentativo di convincere la tedesca a cui avete offerto ettolitri di cocktail a farvi quantomeno un pompino:
La verità è come un perizoma.
Non sai mai se ti valorizza il pacco o ti mette in risalto il buco del culo.
Nel dubbio, indossate bermuda.
Tornati a casa, date una carezza ai vostri bambini. Dite che gliela manda Qualcosadelgenere.
Q.